Con questo accessibile e lucidissimo testo il giornalista Paolo Barnard, che in passato ha lavorato per la nota trasmissione d’inchiesta Report entra con decisione sul tema che più ha occupato schermi televisivi ed editoriali in questi ultimi anni: il terrorismo.
Report è fra i pochi programmi che riescono a fuoriuscire dalla rassicurante conferma di narrative – termine assai caro a Barnard – tenute salde dagli ambienti ufficiali, se non dai più superficiali luoghi comuni al limite dello stereotipo razzista. Fra i servizi delle ultime stagioni chi è interessato alla politica internazionale ricorda con particolare calore il servizio, trasmesso durante la stagione 2003/2004 intitolato L’altro terrorismo (1). Dopo qualche anno l’autore torna su quei temi riproponendone in questo testo gli argomenti, ampliandoli e sostenendoli con forte cura documentaria.
I punti nodali del testo riguardano la reale consistenza delle politiche dei governi occidentali che possono essere considerate di carattere terroristico; Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna e Russia. Tali paesi, essendosi qualificati come i protagonisti di una lotta globale contro il terrorismo, sono al centro di una spietata analisi che, riga dopo riga, mette di fronte agli occhi del lettore una esplosiva documentazione “blindata”(2) la quale illustra il calibro criminogeno delle loro politiche estere, le lampanti contraddizioni e quanto tale realtà sia distante dalla vulgata rappresentazione mediatica. Conclusioni sostenute da quello che, dovendo essere il fatto principale del giornalismo, è invece divenuto sempre più raro: constatare e controllare coi propri occhi. Altamente indicativa in tal senso è l’intervista al vicino di casa di Mohammed Atta, capo dei dirottatori dell’11 settembre.
Il punto di forza più dirompente del testo è un capovolgimento della visione usuale del terrorismo; seguendo l’opinione di Edward S. Herman(3) si afferma che i primi e più forti terroristi del mondo sono gli stati occidentali sopra menzionati: USA, Gran Bretagna, Israele, Russia(4). I gruppi come al-Qaeda sono degli imitatori tardivi e assai meno pericolosi. Tale tesi, che suona come poco meno di una bestemmia per la maggior parte delle persone, trova dei forti riscontri approfondendo le seguenti domande: quali sono i reali motivi degli estremisti islamisti, in specie della rete che ha Bin Laden come riferimento?
Le cause abitualmente elencate per spiegare l’avversione di un buon numero di musulmani verso l’Occidente sono: l’odio per la libertà e la democrazia, la livorosa invidia per lo sviluppo economico, l’aggressività nel propagare l’Islam con correlato carico di usanze retrograde. Sulla base della propria ricerca sul campo Barnard demolisce tali luoghi comuni mostrando, per bocca degli stessi musulmani, le reali ragioni: le politiche occidentali di ladrocinio delle risorse col conseguente sostegno a regimi dittatoriali, la questione palestinese e la irritante parzialità verso Israele. Soprattutto quest’ultima è un elemento di primaria importanza riguardo al rapporto con mondo islamico, al quale è dedicato un inquietante capitolo (pp. 203-288). Oltre a intervistare un gran numero di musulmani l’autore si basa sulla testimonianza di un ex appartenente alla rete di Bin Laden che delinea l’evoluzione di tale realtà dalla militanza contro i leader arabi alla guerra contro chi li sostiene: le potenze occidentali,in primis gli USA (5). Al carico di rancore accumulato nel mondo arabo sono dedicati sostanzialmente i capitoli 2 (Le ragioni dell’odio) e 4 (Il terrore intoccabile), mentre il 3 (Due pesi e due misure) descrive la sconvolgente disparità di trattamento fra il terrorismo di matrice antioccidentale e islamista (universalmente esecrato e condannato) e quello diretto dalle potenze occidentali (occultato a tal punto da suscitare l’incredulità quando i semplici fatti vengono esposti). A tal proposito l’autore racconta della caccia ad alcuni personaggi che vivono comodamente negli USA in Gran Bretagna, tanto immuni dalla pubblica riprovazione quanto dai provvedimenti giudiziari. Il modo in cui Barnard – come si era già visto nel servizio trasmesso su Report – è riuscito ad avvicinare tali personaggi, che per l’efferratezza dei crimini e la situazione di appartata clandestinità ci ricorda gli ex nazisti espatriati(6), restituisce davvero un’altra dimensione al giornalismo d’inchiesta, mostrando ex negativo l’abissale servilismo del panorama corrente. Il capitolo illustra anche una consistente dose di prove riguardanti le complicità nei crimini che costellano la recente storia sudamericana (la controguerriglia di vari paesi finanziata, armata e diretta dagli USA), il sanguinoso colpo di stati in Indonesia nel 1965, la repressione da parte della Turchia dei curdi.
Concludono il volume due appendici, dedicate ai leader arabi e alla sintesi del conflitto arabo-israeliano, seguiti da un contributo del giornalista Giorgio Fornoni sulla Cecenia.
Nonostante che la separazione fra fatti e opinioni – punto cardine della professionalità giornalistica di ara anglosassone, a malapena percepita in Italia – venga rigorosamente applicata, l’elencazione, riga dopo riga, documento dopo documento, di così impressionanti crimini testimonia in sé l’indignazione morale dell’autore, cui corrisponde la pressante e vibrante indicazione di bloccare la spirale del terrore, prendere coscienza di tali enormità e di bloccare i governi che la innescano bocciandone le politiche.
Rimane da commentare il pervicace boicottaggio operato da tutti i media nei confronti del testo, salvo pubblicazioni marginali nel panorama editoriale (7). La ragione probabilmente risiede nei paragrafi dedicati a Israele, che rappresentano certamente uno degli attacchi più forti e documentati mai scritti in lingua italiana verso le politiche dello stato ebraico; evidentemente le espressioni più ideologicamente sbilanciate risultano più accettabili di una seria inchiesta senza basi politiche preconcette.
Note
1. Tutte le passate puntate di Report sono visibili sul sito della RAI. In specie, la puntata summenzionata è visibile al seguente link: http://www.report.rai.it/RaiDue/RE/ram/vid20030923.ram .
2. Anche in senso letterale, dato che l’autore riproduce nel testo la fotocopia dei documenti originali. Il termine “blindata” è riferito alla scelta delle fonti documentarie, secondo la logica che è comunemente nota come “la prova del diavolo”: se un credente dice di aver visto il diavolo è sospetto, perché ciò conferma la sua posizione; se è un ateo a sostenerlo è assai più credibile per il motivo opposto. Così, nel trattare i crimini di USA e di Israele, l’autore adopera quasi esclusivamente fonti statunitensi ed israeliane, specialmente documenti ufficiali – ovviamente non molto noti al pubblico.
3. Si veda a pp. 131-132.
4. Nel testo si citano anche Francia e Belgio, anche se i fatti che li riguardano non vengono approfonditi. Ricordiamo che scopo del libro è capire “perché ci odiano”, cioè disvelare i retroscena più strettamente correlati con la violenza di ritorno verso i paesi occidentali.
5. Interessante nella sua disarmante ovvietà una frase di Bin Laden citata nel testo, tesa a respingere le accuse di odiare le libertà occidentali, che è: “che ci spieghi [il presidente Bush] perché non attacchiamo la Svezia”.
6. Tale somiglianza si rafforza se si tiene presente che tali figure – Emmanuel Constant di Haiti, leader del FRAPH, il cubano estremista anticastrista Orlando Bosch, il britannico David Walker, ecc – contrariamente a quanto si può immaginare godono di una potente rete di protezioni atte a scoraggiare chi va a ficcare il naso, i cui vertici si collocano ben vicini ai governi suddetti. Altro che timorosa clandestinità!
7. Trattasi del periodico AltrEconomia, pubblicazione dedita a temi quali lo sviluppo sostenibile, il commercio equo e solidale e simili. In un incontro al pubblico l’autore, esponendo tale ostracizzazione, ha manifestato una crescente sfiducia nella possibilità di suscitare una decisa fuoriuscita dell’opinione pubblica dai consolidati luoghi comuni, visto il muro dell’élite, almeno per quanto riguarda il contesto italiano. Non è chiaro quanto tale giudizio si estenda all’intero occidente – sicuramente per gli USA, si veda pp. 206-218 e pp. 223-224 - , ma dal contesto generale del discorso parrebbe universalizzabile. Specialmente pensando a paesi come Austria, Germania e Francia in cui vi sono reali trascorsi di antisemitismo attivo (tardivo e poco partecipato in Italia) per i quali il debito morale degli ebrei con le sue potenzialità ricattatorie è più forte.
Deuxième recueil des aventures de Marzi. Plus âgée, elle nous fait entrer dans un univers qui perd son innocence, talonné par le monde des adultes et les troubles politiques. La chute du communisme est là, Marzi commence à comprendre…
Rose Valland (1898-1980), une figure méconnue du grand public est mise en avant ces temps-ci, quelques presque 30 ans après sa mort ; une exposition à Lyon (au Centre d'histoire de la Résistance et de la déportation), et cette bande dessinée dont une des protagoniste n’est autre que la commissaire de l’exposition sus-citée Emmanuelle Polack.
Les éditions Armand Colin ont lancé une nouvelle collection : lire et comprendre. Lire des auteurs, comprendre des philosophes. Les premiers titres de lire … concernent Modiano, Daeninckx et Modiano. Voici celui concernant Milan Kundera. Cet ouvrage est rédigé par Martine Boyer-Weinmann qui est maître de conférence en littérature française à l’université Lyon 2. Justement, comme chacun sait, Kundera est née en République Tchèque en 1929, il a écrit en tchèque, puis en français.
Des personnages qui errent, des silences, c'est ce que l'on retient généralement des films d'Antonioni. Que ce soit pour Le Cri (1957), L'Avventura (1960), Blow up (1966) ou bien Profession : reporter (1975), le cinéaste italien marque profondément ses films d'une touche très personnelle, reconnaissable immédiatement. Sandro Bernardi nous propose dans cet ouvrage une approche originale de l'oeuvre d'Antonioni : par le biais du paysage, le lecteur est amené à une réflexion sur la vision du monde du cinéaste.
Per chi ha familiarità con la bibliografia di Massimo Fini non sarà troppo sorprendente se dopo i suoi scarni ma velenosi attacchi contro il denaro e la modernità l’oggetto del nuovo, urticante pamphlet è nientemeno che la democrazia. Non, si badi, il suo stato attuale, immiserito e compresso da qualche fattore, come ormai si denuncia da più parti, portando sul banco degli imputati la globalizzazione, la telepolitica, l’omologazione ideologica dei partiti, ecc. No: la democrazia, già dalla nascita, è “ una finzione. Una parodia Un imbroglio. Una truffa".
Servais est belge, vous savez ce petit pays de BD qui a donné la ligne claire et Tintin, Alix, Spirou, Gaston Lagaffe, ou les Schtroumphs dans un premier temps puis plus récemment Le Chat ou Largo Winch … et bien entendu Servais dont nous allons évoquer ‘La lettre froissée’ ici.
In questo breve ma denso contributo l'autore riflette sulle nozioni di identità e rappresentazione, grazie ad un bagaglio di notioni e concetti che danno al saggio un carattere prettamente filosofico, avvicinabile alla tradizione francese poststrutturalista.
Le premier numéro d’une nouvelle revue est toujours intéressant. S’y dévoilent une ou des préoccupations, un terrain à occuper, un projet à bâtir à défendre, l’explication du choix du nom…
Deuxième recueil des aventures de Marzi. Plus âgée, elle nous fait entrer dans un univers qui perd son innocence, talonné par le monde des adultes et les troubles politiques. La chute du communisme est là, Marzi commence à comprendre…
Questo volume, costituito dalla rielaborazione degli interventi di vari studiosi di sociologia sul tema della globalizzazione ne abbraccia gli ambiti più disparati, senza rinchiudersi in una definizione concettuale dogmatica di essa.
Cet ouvrage sur le partage est issu d’un colloque organisé par l’Académie universelle des cultures à l’automne 2003. Cette Académie créée en 1992 à l'initiative d'Elie Wiesel, Prix Nobel de la Paix a pour « volonté de [s’] unir pour penser ensemble le XXIe siècle et en particulier le "métissage" des civilisations que sont déjà en train de créer les poussées migratoires volontaires ou forcées sur toute la planète. » Elle regroupe par ailleurs un grand nombre de personnalités parmi lesquelles Elie Wiesel donc, Umberto Eco, Franz-Olivier Giesbert, Amin Maalouf pour n’en citer que quelques-uns.
Le premier contact, habituel quand on prend un livre, on regarde la couverture, si elle nous interpelle on saisi l’ouvrage, on le retourne pour lire la « 4è de couv’ ». Là, Genèse nous met dans l’embarra car en le retournant on se retrouve face à une autre « première de couv’ » identique à celle du verso. Identique sauf un mot, celui du sous-titre : Chronologie d’un côté, Plateaux de l’autre.
Il "terzo settore", galassia multiforme ed in costante evoluzione, è un settore sempre più sotto i riflettori mediatici, specialmente in riferimento alle gravi emergenze umanitarie. Ma poche volte si sviluppa una riflessione sul volto interno di questo mondo. E' quello che cercano di proporre gli autori di questo testo, dando particolare rilievo ai presupposti di base della cooperazione.
Il testo di Allegretti, uscito fra il fermento dei movimenti altermondialisti fra 1999-2000 e le guerre del 2001-2003, si concentra sui presupposti culturali della globalizzazione e, attraversando il tema dei diritti, sulle possibili strategie di liberazione dalle politiche oppressive.
Les éditions ‘Le Cavalier Bleu’, dont nous avons déjà présenté quelques « Idées reçues », viennent d’initier une nouvelle collection baptisée Comment je suis devenu …. Le volume que nous abordons ici est consacré à la géographie et surtout à quelques géographes français qui ont marqué, et qui marquent encore puisque tous sont contemporains, la géographie du dernier tiers du XXè siècle et du début du XXIè siècle.
Ecrire un texte de cent pages sur un phénomène aussi complexe et incontournable que la mondialisation : voilà une entreprise bien périlleuse. On pourrait d’emblée critiquer la démarche ; économique, sociale et culturelle, la première caractéristique de la mondialisation est bien d’englober totalement le quotidien des hommes aujourd’hui. Elle est un enchevêtrement de systèmes si denses et si interdépendants qu’on...
André Job se propose dans cet essai de nous démontrer la construction des discours dans les pièces de théâtre de Bernard Marie Koltès, et plus particulièrement avec les figures du Dealer et du Client, les deux personnages de Dans la solitude des champs de coton.
A travers ses différents écrit, Rousseau construit sa philosophie et son éthique notamment autour de l’idée de ‘nature’ : « Jean-Jacques Rousseau, et pour la première fois sans doute dans l’histoire de la philosophie occidentale , le terme de nature ne renvoie plus à une modalité de l’extériorité...
Bayard propose une petite collection de petites conférences qui mérite d’être mieux connue. Ces petites conférences s’adressent aux « petits » (à partir de 10 ans) , mais aussi aux moins petits qui peuvent ainsi faire le point de façon claire et précise sur leurs connaissances.
Con questo accessibile e lucidissimo testo il giornalista Paolo Barnard, che in passato ha lavorato per la nota trasmissione d’inchiesta Report entra con decisione sul tema che più ha occupato schermi televisivi ed editoriali in questi ultimi anni: il terrorismo...
Comme l’avoue l’auteur lui-même, ceci n’est pas un roman mais plutôt un récit construit à partir de témoignages. Ce livre narre la naissance, la vie et l’épanouissement de la collection « Aire libre » de la maison d’édition Dupuis. Elle fête en cette année ses vingt ans. Une grande fille au parcours sinueux, passionnant, tout sauf linéaire.
Le contexte est clairement expliqué par Thierry Bellefroid au début de ce récit : une maison d’éditions essoufflée, prisonnière de son image, avec en fond des difficultés économiques. Il faut dépoussiérer.
Sousa Santos, uno dei più innovativi studiosi di sociologia a livello internazionale e direttamente impegnato nell'attivismo dei movimenti sociali cerca di dare un'intrepretazione al loro più intenso e appariscente appuntamento: il Forum sociale mondiale.
Les éditions Armand Colin ont lancé une nouvelle collection : lire et comprendre. Lire des auteurs, comprendre des philosophes. Les premiers titres de lire … concernent Modiano, Daeninckx et Modiano. Voici celui concernant Milan Kundera. Cet ouvrage est rédigé par Martine Boyer-Weinmann qui est maître de conférence en littérature française à l’université Lyon 2. Justement, comme chacun sait, Kundera est née en République Tchèque en 1929, il a écrit en tchèque, puis en français.
Rose Valland (1898-1980), une figure méconnue du grand public est mise en avant ces temps-ci, quelques presque 30 ans après sa mort ; une exposition à Lyon (au Centre d'histoire de la Résistance et de la déportation), et cette bande dessinée dont une des protagoniste n’est autre que la commissaire de l’exposition sus-citée Emmanuelle Polack.
Cosmopolitisme….. voilà peut-être l’un des derniers « isme » à survivre par ces temps de nihilisme improbable. Posons-nous donc la question de savoir si ce cosmopolitisme est vraiment l’une des dernières choses en laquelle nous pouvons croire… ?
Armand Colin propose une petite collection, 128, La collection universitaire de poche (128 car 128 pages), un peu sur le modèle des « Que sais-je ? » de PUF mais ici avec une mise en page est plus agréable, moins classique, plus dynamique, avec des encadrés ou des tableaux.
Très bien écrit par Francis Claudon (professeur de littérature comparée à l’Université de Paris XII-Val de Marne), l’opus sur Les grands mouvements littéraires européens se lit facilement et est très didactique. Le plan suit une logique due à Chronos, sobre et efficace lorsque l’on s’intéresse plus particulièrement à une période. 5 grands chapitres donc :...
L’an passé nous avions présenté, dans la même collection les actes des rencontres de l’Académie universelle des cultures sur Le partage. Avant de parler plus en avant du livre, on doit dire que cette association connaît en ce moment quelques difficultés dues selon ce qui est dit sur leur site aux « difficultés toujours plus grandes, rencontrées par l'association de gestion de l’Académie Universelle des Cultures pour obtenir de la part des pouvoirs publics le soutien financier nécessaire à la poursuite de ses missions »
« Le 11 septembre, un nouveau western biblique : Nous et les autres ; la barbarie qui menace la civilisation ; les fous de Dieu et les martyrs assassins de civils innocents »… George Corm, économiste et ancien ministre des Finances du Liban tente d’apporter, de dépassionner les images réciproques de l’Orient et de l’Occident, « renverser la symbolique négative du 11 septembre qui domine jusqu’ici, pour...
Il y a une femme sans nom. Elle doit être en fuite ou en recherche, effrénée.
Il y a une femme qui a été vue sur un cheval, passant les montagnes au nord de l’Italie. Elle était ivre à ce qu’il semble.
Tout de suite, dans le roman, il est question de mensonges qui accompagnent cette femme.
Il saggio di Dal Lago, ormai diventato un classico sulla questione migratoria, si concentra sulla dimensione della percezione sociale dei migranti. Uno sguardo alle strategie di discriminazione che negli anni successivi sarebbero state impiegate trasversalmente.
Emmanuel Darley écrit des romans (voir POL, Verdier, Actes Sud), des livres jeunesse (voir L’école des loisirs). Il écrit du théâtre aussi (surtout), et fort bien. Sa pièce Bonheur ? a été montée en 2008 par la Comédie Française. En septembre 2009, il propose Le Mardi à Monoprix performé en scène par Jean-Claude Dreyfus. Ce texte est accompagné pour l’édition Actes Sud d’Auteurs vivants.
Dans cette collection ‘La fantaisie du voyageur’, justement chaque voyageur a sa fantaisie d’écriture ; autant de Montrémy nous présentait quelque chose qui avait plutôt trait au récit de voyage découvrant et nous faisant découvrir Valence, autant Gérard de Cortanze nous propose un voyage plus intérieur sur un lieu ancestralement (pour lui) connu : Turin et ses alentours. Bien sûr, l’auteur fait avant tout une plongée dans sa généalogie mais il n’en oublie pas pour autant d’évoquer le support spatial à cette histoire familiale : le Piémont.
De Malestroit s’est intéressé à Julien Gracq dans les années 60. Apprenant qu’ils étaient presque son voisin en Anjou, De Malestroit a invité l’écrivain à venir visiter son vignoble, et à causer ; et, surprise (Gracq passant pour être peu avide de communication), l’écrivain est venu. Voilà comment naît l’amitié qui va être relaté dans cet ouvrage.
Voyager. Découvrir. Une ville en l’occurrence. Il y a deux ans, préparant un voyage à Cracovie, l’une de mes premières idées fut d’aller à la librairie polonaise du bd Saint-Germain. Là comme je demandais ce qu’ils avaient sur Cracovie, on ne me sortit que Cracovie à vol d’oiseau de Sylvie Germain. « Non, pas d’autre récit de voyage sur Cracovie ». Je repartais donc avec ce livre sous le bras ; assurément une bonne lecture pour occuper les 20h de train. C’est ainsi, par hasard, par défaut, que j’ai découvert cette très belle collection ‘La fantaisie du voyageur’ proposée par les édition du Rocher et dont je vais vous présenter Capucine à Valence.
Que ce soit la musique, l’art pictural, etc…, tout élément culturel a un élément producteur/émetteur et un élément récepteur. On pourrait penser que ce second élément est passif, ne fait que recevoir passivement la culture, avant de la synthétiser inévitablement et de l’intégrer à sa propre identité. Cependant, la chose n’est pas si simple et une partie de la culture a pour but de faire participer le spectateur comme partie prenante.
Giovanni Dotoli, professeur de langue et de littérature française à l’université italienne de Bari, s’est intéressé dans ce livre à l’un des derniers représentants de la poésie contemporaine, en la personne d’Yves Bonnefoy. Dotoli s’intéresse ici plus particulièrement au travail de traducteur du poète. Yves Bonnefoy est un poète tourangeau qui a été étudiant en mathématiques et en philosophie avant de se tourner vers la littérature et d’intégrer par la suite le prestigieux Collège de France. Il est d’abord influencé...
Si la question du multiculturalisme a déjà été beaucoup débattue dans les pays anglo-saxons, elle l' a été beaucoup en France notamment. Il semble pourtant que ce soit une question à laquelle nous serons de plus en plus confronté, c'est pourquoi ce livre de Milena Doytcheva, docteur en sociologie et spécialiste de l'immigration, semble arriver à point pour faire un état des lieux du débat. D'autant plus, qu'il y a...
Près d’Osijek, en Croatie, « dans cette région où on parle le hongrois aussi bien que le croate », une femme a construit une maison au fil du temps. Mais Osijek, dans les années 90, c’est aussi la guerre de Yougoslavie. Alors dans la vie de Zita tout s’effondre, sa maison aussi. Une autre femme à quelques 2000 km de là, évoque une autre maison, le Sumac qui se transforme en tripot. Cette seconde femme, écrivain va rencontrer Zita et sympathiser avec. La française, après la guerre, va se rendre en Allemagne pour recueillir l’histoire de celle qui est devenue son amie.
En dix chapitres, Bernard Eisenschitz nous brosse les grandes lignes de l’histoire du cinéma germanique. Notre auteur est un spécialiste dans ce domaine et son pari est de restituer une synthèse suffisamment concise pour tenir dans la limite des 128 pages imparties.
Milan=================================Rome
Matthias Enard vient de publier son troisième roman. ZONE. Pour présentation, cet écrivain est né en 1972, et a abordé la guerre dans son premier roman La perfection du tir (2003). La guerre (les guerres) qui est (sont) au centre de ce nouveau roman, ...
Di fronte a un testo come questo il commento può prendere due strade, parallele alla sua doppia natura: quello di un testo teatrale e quello del saggio filosofico. Si tratta infatti del copione dell’omonimo spettacolo nel 2004 in vari teatri.
Marc Augé, dans la même collection, La Librairie du XXIè siècle aux éditions du Seuil, a interrogé le métro ou les non-lieux, Alain Fleischer interroge quant à lui son carnet d’adresse. Autobiographie. A 60 ans passés, l’âge de la retraite pour certain, un âge de bilan souvent, l’auteur (mais aussi cinéaste, photographe, essayiste, professeur) fait un retour sur une période de sa vie, celle des années 70.
La guerra in Iraq ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la figura del mercenario; ma si tratta di un fenomeno profondamente diverso dal passato, come illustra l'autore sulla base dell'analisi delle sue caratteristiche economico-aziendali, tanto da ridefinire in maniera sostanziale la configurazione della guerra all'alba del terzo millennio.
Les géographes arrivent aussi à l'âge des bilans, Armand Frémont nous livre le sien dans cet ouvrage dont il dit « j'ai donc pris le risque de résumer ce que j'ai compris ». Le double objet de ce livre est d'une part de faire un point sur la géographie au terme d'une longue carrière qui a porté l'auteur à des postes dans l'enseignement, comme recteur de l'académie de Versailles, à la DATAR...
Gabriela Adamesteanu est née en 1942 en Roumanie. Fille de prêtre, issue d’une famille intellectuelle. Elle a été commentatrice politique et rédactrice en chef de l’hebdomadaire du Groupe pour le dialogue social. Elle est aussi traductrice de Maupassant en roumain.
« Vienne le jour » est le récit d’une jeune fille de la Roumanie des années 1940-50.
Monsieur Gonçalo M. Tavares a un projet intitulé O bairro (le quartier) qu’il illustre par un petit dessin d’un ensemble de maisons liées à un ensemble de noms ; les plus grands noms de la littérature des XIXè et XXè siècles. Ainsi MM. Balzac, Rimbaud et Carroll sont voisins, tout comme M. Pessoa cohabite avec M. Pirandello ; M. Calvino, comme MM. Borges ou Valery, est quant à lui solitaire d’habitation...
L'ouvrage proposé ici est tiré d'une thèse en histoire de l'art. Il a pour thème le photoreportage d'auteur. Ce livre présente une réflexion sur l'institutionnalisation et la légitimation du médium "photographie"depuis les années 1970. Cette légitimation passe par l'établissement d'une nouvelle figure, celle de l'auteur, qui fera le lien entre "les pages de la presses et les cimaises des galeries" (G. Morel).
Politica e relazioni internazionali; antropologia culturale e sociologia; e, soprattutto, economia; queste le materie più abitualmente interpellate nel cercare le risposte ai quesiti posti dal multiforme processo che chiamiamo globalizzazione. A tali settori di studio si affianca autorevolmente il lavoro, tutto sommato meno propenso ai voli pindarici – di segno tanto celebrativo quanto di aspra critica – dei giuristi. Il testo di Galgano si colloca nel novero dei contributi tesi all’analisi dell’impianto giuridico degli istituti della globalizzazione. Non nella chiave del diritto internazionale, le cui implicazioni portano al dibattito sull’ONU, ma in quella del diritto commerciale internazionale.
Qu’est-ce qu’un espace littéraire ? Un tel titre ne peut qu’interpeller les géographes voulant comprendre les relations entre géographie et littérature. Bien sûr, ce livre fait immédiatement écho à M. Blanchot (voir par ailleurs) auquel il est en partie consacré. Au delà de cette référence incontournable sur ce thème, l’idée est ici de proposer un pendant à la notion sociologique de champ.
D’un côté, Fabio Geda est éducateur spécialisé dans un centre pour mineurs émigrés. De l’autre il est un jeune auteur italien, dont vient de paraître son premier roman ‘Pendant le reste du voyage, j’ai tiré sur les indiens’ -titre parmi les titres s’il en est- traduit et édité en France par la maison Gaïa. Un titre singulier donc, et un voyage à travers l’Europe.
La collection « carré des sciences » des éditions du CNRS a pour vocation de rendre accessible les grandes problématiques, quelque soit les domaines, aux lecteurs non spécialistes.
C’est ici le monde de la culture et plus particulièrement celui des musées qui est passé au crible.
Si Michel Butor fut un temps « nobélisable » (peut-être l’est-il toujours), c’est qu’il est un des écrivains majeurs du XXè siècle. Certes il ne fait pas partie des blockbosters littéraires, mais l’ampleur de son oeuvre et la diversité de ses formes d’écritures (romans, poésies, écrits de voyages, livrets d’exposition, entretiens…) lui ont donné une renommée mondiale.
Se il dibattito oramai decennale sui temi del lavoro verte solitamente su aspetti normativi e di tutela sociale a fronte di distorsioni e disfunzioni (sfruttamento, precarietà e simili) con forte asperità, il valore del lavoro pare rimanere un orizzonte condiviso. I membri del Gruppo Krisis si pongono coscientemente fuori di esso, con una critica radicale allo stesso concetto di lavoro.
Scythes, Grecs, Ibères et Carthaginois... Ces peuples et civilisations évoquent une histoire antique certes mouvementée, épique, à coup sûr... seulement voilà : bien incapables de les situer avec certitude les uns par rapport aux autres, nous les laissons végéter, un peu honteusement, au fond de nos esprits. Un peu comme le bout de saucisson qu’on a négligemment laissé moisir au fond du frigidaire - pas bien rempli - mais dont on n’ose pas se débarrasser, parce que «ça ne se fait pas»
En cette année de commémoration de l’anniversaire de la chute du mur de Berlin (9 novembre 1989), les éditions Hermann ont eu la bonne initiative de ressortir le roman de Jean Pierre Faye intitulé L’Ecluse. Notre auteur a obtenu le prix Renaudot en 1964 pour ce roman à l’époque publié au Seuil. Ce livre parle du mur et pour son J. P. Faye, c’est le personnage principal.
Quand on parle de culture en France, il est un nom qui revient automatiquement, quasiment comme un trouble obsessionnel compulsif : Malraux.
Malraux (1901-1976) est né avec le siècle à Paris. Militant engagé contre Franco en Espagne, ministre du Général De Gaulle, inventeur de la politique culturelle à la française, écrivain des différents genres, et même cinéaste. A l’instar de son livre La politique, la culture, il est surtout connu pour ses actes concernant la politique et la culture, pour ne pas dire la politique de la culture.
Ce livre présente des textes issus d’une rencontre franco-hongroise de 2001, mais la perspective se veut européenne. Comme il est dit dans la présentation, « l’Europe ne se limite pas ici à sa construction politique ; elle s’étend, géographiquement, culturellement, de la frontière albanaise à l’outre rive méditerranéen, et des confins de l’Ecosse à l’extrême pointe portugaise. » Cet ouvrage a pour objectif d’ « éclairer la rencontre entre plusieurs cultures, chacune ancrée dans le pluriel de sa compétence langagière », à travers le multilinguisme, la traduction. Il est ici beaucoup question de...
Le marin américain est lepremier roman de Karsten Lund à être traduit en français. Cet auteur danois est né en 1954, il travaille pour la télévision de son pays où il est journaliste pour la chaîne TV2. Karsten Lund est également lauréat du Prix Gens de Mer 2009, remis lors du festival Étonnants Voyageurs de Saint Malo avec ce roman.
Commençons par quelques questions que nous propose R. Kastoryano (économiste) en introduction :
« Qu’est-ce que l’Europe ? Un espace géographique ou un modèle de civilisation ? Une machine économique ou un projet politique ? Une nouvelle réalité historique ou une pensée philosophique ? »
Pour chercher à répondre à ces questions, le collectif d’universitaires d’horizons variés (anthropologues, juristes…) responsable de cet ouvrage propose de...
Il noto teologo svizzero propone in questo dialogo i suoi punti di vista su diverse questioni, in particolare sulla possibile convergenza delle tradizioni religiose dell'umanità nella costruzione di un'etica vincolante e condivisa da tutti i popoli del mondo.
Nous avons, dans ce Biblioforum, déjà présenté un certain nombre de livres des éditions Gaïa ; vous savez ces livres aux pages roses. Et bien après « 15 ans de vie en Rose », Gaïa change, passe au blanc bio et suédois. Le premier livre de cette nouvelle Gaïa est ‘Terre des affranchis’, premier roman de Liliana Lazar qui se passe en Roumanie.
Voilà le décor : « Au milieu de la grande forêt des Carpates, le village semblait comme perdu. Une seule route permettait d'y accéder...
Justine Lacroix, maître de conférence en sciences politiques à l’Université libre de Bruxelles, nous propose un ouvrage sur les relations entre le patriotisme et la construction de l’Europe politique. Son souhait est ici de « jeter un pont entre des enjeux soulevés aujourd’hui dans le champ de la théorie et de la pensée politique et les analyses relatives à la nature de l’Union Européenne ». Pour cela, c’est la question de l’intégration politique qui lui paraît la plus pertinente.
A distanza di dieci anni dalla sua prima opera teorica sull'occidentalizazione del mondo, Latouche torna sul tema ribadendo la sua analisi sul processo di distruzione delle culture del mondo a favore di un unico modello di sviluppo.
Quali i più urgenti problemi dell’umanità e come affrontarli; così si potrebbe sintetizzare il contenuto di questo testo del prolifico ricercatore Lester Brown, già assai familiare al pubblico italiano per i suoi contributi nei volumi annuali del Worldwatch Institute (di cui è stato fondatore nel lontano 1974).
Ce livre bénéficie, à l’issue de la décennie des Nations Unies pour l’enseignement des droits de l’homme, d’une nouvelle édition revue et modifiée pour refléter les développements récents en matière de droits de l’homme.
Adoptée en 1948, la déclaration universelle des droits de l’homme est devenue un élément essentiel dans l’établissement d’un monde plus juste. C’est pourquoi une réédition d’un tel livre n’est pas superflue.
Marinella Carosso, chercheuse en anthropologie née en Italie mais formée en France, correspondante au laboratoire d'anthropologie sociale à Paris et enseignante d'anthropologie culturelle à l'université de Vérone (Italie) à choisi un bourg de cette île pour mener à bien une recherche monographique sur la généalogie et la transmission culturelle. Ce travail que je serais presque tenté d'associer à une sorte de Carnet de terrain ou à des notes de voyage, est un travail au long cour. S’il s'étend sur un espace relativement restreint, la région de Dèsulo dans le centre-est de l'île, il s'étire dans le temps entre les années 1980 et les années 2000.
Ah !!! « D’abord le noir de l’Atlantique Nord. Puis le noir des blocs de pierres. Une fine bande d’herbe. Puis l’avenue Sæbraut à quatre voies. Toute noire. Qui porte le flot des employés du centre-ville de Reykjavik jusqu’à leurs cités-dortoirs. Au bord de la voie rapide, devant le super marché drive-in. Je lisais CAFÉ, sur des panneaux flottant ». Un livre qui commence comme ceci me plait déjà ; d’autant que l’objet-livre qui supporte ce texte est lui aussi remarquablement agréable à manipuler. J’ai dans les mains Retour à Reykjavik ...
Une somme, certes par ses mille pages, mais aussi par la densité, l’intérêt du texte et par l’ampleur de la démarche. Une somme donc, qui peut effrayer de prime abord. Cependant, il suffit de se laisser porter par l’écriture fluide, les anecdotes passionnantes et le voyage démarre. La barre est menée de main de maître par Geert Mak, journaliste et écrivain hollandais.
In questo suo scritto in forma di dizionario Fini ripropone il suo pensiero critico, anti-modernità, anti-occidente, anti-democrazia, mostrando al lettore la materia prima della sua esperienza su cui ha costruito la sua singolare - reazionaria, qualcuno direbbe - visione del mondo.
“Un grido di raccapriccio per la vecchiaia”. Tale definizione, che Fini adopera per l'opera di Proust, risulta particolarmente adeguata per questo breve, singolare testo, nel quale l'autore sospende la sua personale crociata contro la modernità - senza abbandonare tale base ideologico-filosofica che rispunta a tratti - per volgersi alla riflessione autobiografica nella sua curvatura finale: la vecchiaia.
Dans la collection Repères des éditions La Découverte, nous avons présenté il y a quelques temps Le multiculturalisme. Nous continuons ici avec un thème toujours lié à la culture avec Diversité culturelle et mondialisation. Ces deux derniers thèmes sont aujourd’hui très souvent associés avec comme sous-entendu qu’ils seraient opposés : en effet comment penser la diversité culturelle alors que la mondialisation, dans l’imaginaire collectif, uniformise le monde. Ce petit livre, qui vient donc à point pour nous aider à y voir plus clair dans tout cela, est écrit par un universitaire professeur à l’Université Paris 8 et spécialiste des questions culturelles et des questions de communication.
Puisqu’un livre intitulé « Trois auteurs » par Pierre Michon en comprend forcément un quatrième et pas le moindre : Pierre Michon lui-même. Puisqu’il ne s’agit pas de textes à proprement parler sur trois auteurs mais sur les relations qu’entretien Pierre Michon avec ces auteurs. Et si on s’intéresse à Balzac, à Cingria et à Faulkner, alors il faut lire ces textes.
In questo testo nove intellettuali musulmani espongono il loro pensiero su molti dei problemi che più agitano l'opinione pubblica riguardo all'Islam: il rapporto stato-religione, la modernità, i diritti.
la bande dessinée a été fortement critiquée au début, elle n'était pas prise au sérieux. Elle véhiculait l'image d'un genre qui empruntait à l'illustration pour enfants, qui servait essentiellement de support au texte. Les planches avec uniquement des dessins n'étaient que moyennement appréciées par la critique. On n’y trouvait aucun intérêt intellectuel ni même artistique. Il y avait déjà la peinture, ...
Il filosofo Paolo Virno cerca in questo breve testo di condensare alcuni degli assunti a cui è arrivata la sua riflessione proiettandola nelle questioni centrali della contemporaneità, maturati nel contesto delle correnti di pensiero (poststrutturalismo, neomarxismo, ecc.) fra le più agguerrite nel ridisegnare la geografia concettuale con cui pensiamo le strutture del presente.
Cet ouvrage rassemble de nombreux textes se rapportant à Balzac, de divers auteurs européens. Apparaissent ainsi Hofmannsthal, James, Pasternak, Rilke, Stevenson, Strindberg, Svevo, Swinburne, Tchekhov, Wilde et Yeats. Leur point commun est donc Balzac. A un moment précis de leur évolution littéraire, chacun de ses auteurs a croisé la route de l’écrivain français (1799-1850) et sa Comédie humaine, engendrant remise en cause de leur propre œuvre, crise esthétique, réflexions sur l’écriture, sur la fiction.
- Kaliningrad ?
- Mais si, cette enclave russe ouvrant sur la Baltique et située entre la Pologne et la Lituanie, cette bizarrerie cartographique qui vous intriguait lors de vos rêveries enfantines sur l’atlas de vos parents.
Et bien c’est de cela dont il s’agit dans le livre ‘Prolongation’ écrit par Alain Fleisher. Plus particulièrement, il nous emmène dans la capitale éponyme de cette enclave intrigante. Et l’un des objets de ce livre semble aussi de nous montrer qu’elle l’est justement, intrigante. D’abord de par son identité incertaine se répercutant sur le nom : « Me voici dans une ville d’Europe dont le nom lui même suffirait à constituer l’enjeu d’un affrontement entre des adversaires incertains de leur identité, de leur appartenance […] : Königsberg ou Kaliningrad ? »
On emploie, ces temps-ci, la notion de culture à tout va. On parle de multiculturalisme, de diversité culturelle, de culture de l’autre notamment. La sphère politique ne peut plus envisager de ne pas se donner une dimension culturelle. Mais quelle définition donner à ce terme on ne peut plus polysémique ?
Sull'onda dell'11 settembre un criminologo cerca di fornire una spiegazione del terrorismo sulla base di categorie maturate nel contesto della devianza sociale.
En 2005, l’UNESCO a fêté ses 60 ans, c’est l’occasion de revenir sur plus d’un demi-siècle d’histoire ; et comme l’indique le titre, c’est d’une histoire intellectuelle qu’il s’agit ici. Ce livre fait partie de la catégorie dite des « beaux livres ». Facile d’accès, les illustrations (photographies) y sont abondantes. Néanmoins, il est loin d’être superficiel. Cela revient à la qualité de l’auteur, Roger Pol Droit, qui nous expose des choses fort intéressantes de façon très claire. Ce sont ces choses fort intéressantes que je vais exposer ici en suivant l’ordre des chapitres.
La collection Idées Reçues des éditions du Cavalier Bleu à déjà 5 ans. S’il se peut qu’elle soit passée inaperçue pour certains, voilà une occasion de faire connaissance avec ces petits livres, ces guides de poches qui nous aident à éclairer le monde qui nous entoure. Cette collection a une composition récurrente : chaque livre commence par une définition de l’objet d’étude et fini par des références « pour aller plus loin ». Entre les deux...
Hugo Chavez, uno dei leader mondiali più conosciuti per la sua ardente opposizione agli USA di Bush e le sue uscite istrioniche è per molti la nuova speranza socialista del XXI secolo, per altri un dittatore castrista in nuce. Gli autori di questo testo cercano di delinearne un ritratto a tutto tondo, facendo della sua indubbia forza mediatica il perno dell'analisi.
(Jean Rouaud parle dans le poste ; sur France musique ; entre un morceau de Scarlatti et un de Bach, entre un morceau de Chopin et un de Mozart. J’ai fini son livre il y a quelques jours, je le laisse un peu mûrir.)
(trois jours plus tard, j’aurais aimé trouver une entame originale, finalement cela reste très classique.)
Jacques Roubaud à établi une vaste entreprise de mémoire. Nous avons déjà présenté Parc sauvage ; voici venir Impératif catégorique qui aborde la fin des années 50 et le début des années 60. J. Roubaud dit clairement qu’ici il écrit de mémoire avec ce qu’elle comporte comme imprécisions et oublis. Il s’en accommode.
Formellement...
A la lecture du très joli livre de Jacques Roubaud, Parc sauvage, on se doute qu’il y a une part de vécu et d’intime qui se dégage à travers les lignes. On a cette impression que le narrateur est l’auteur d’un récit autobiographique écrit à la troisième personne. Le récit personnel s’entremêle et s’imprègne avec celui de la fiction, sans qu’il soit possible de dissocier le romanesque des événements réels. D’autres éléments jouent dans ce sens. D’abord on peut remarquer que...
Con questo testo il sociologo portoghese Boaventura de Sousa Santos, già noto in Italia per un agile libretto sul Forum Sociale Mondiale, propone i risultati di un mastodontico progetto di ricerca – di cui è ispiratore e coordinatore – che ha coinvolto sessantanove ricercatori, si è svolto in sei paesi di diversi continenti (Brasile, Colombia, Mozambico, India, Portogallo e Sudafrica) ed ha analizzato circa sessanta fra iniziative, movimenti e situazioni. Il primo volume di una impresa titanica e metodologicamente innovativa.
Cet ouvrage regroupe les trois tomes de « Marzi » parus entre 2005 à 2007 aux éditions Dupuis. La nouveauté, ce sont les couleurs. La polychromie a fait place à un noir et blanc juste rehaussé de rouge et de roux. Le but étant d’amener un autre public à lire l’histoire de Marzena Sowa, « Marzi », petite fille espiègle habitant une petite ville industrielle de Pologne.
Dans un des principaux dictionnaires de géographie, parmi les rares écrivains à avoir le droit à une entrée, on trouve Georges Perec. Certes cet auteur est très apprécié de la discipline car il a notamment écrit Espèces d’espaces, mais il a aussi commis d’autres livres intéressants pour les sciences humaines, notamment dans la perspective de l’étude et de l’écriture du quotidien
Les éditions de La découverte ont publié depuis une quinzaine d’années une série d’atlas des peuples du monde. On retrouve ainsi les atlas des peuples d’Afrique, des peuples d’Amérique, des peuples d’Orient, des peuples d’Asie méridionale et orientale. Pour l’Europe, il y a deux atlas différents. Le premier, celui des peuples d’Europe de centrale, et le second, celui des peuples d’Europe occidentale. C’est la nouvelle réédition de ce dernier que nous allons présenter ici.
Hippolyte Taine est un peu oublié aujourd’hui. On peut trouver son ‘Voyage en Italie’, mais seulement dans les bonnes librairies ; sa ‘Philosophie de l’art’ est connue, mais principalement des spécialistes de l’art. Pourtant Taine a été l’un des maîtres à penser de la France dans le dernier tiers du XIXè siècle, sa pensée a marqué son époque. Qui est Taine ? En quoi consiste sa pensée ? Pourquoi ne le comprenons-nous plus aujourd’hui ? C’est ce que nous propose de découvrir cet ouvrage publié aux éditions Hermann à travers de larges extraits de sa ‘Philosophie de l’art’ mais aussi en proposant des morceaux de son voyage en Italie et d’essais.
En cette année 2005, la Francophonie a été mise à l’honneur à plusieurs occasions, et notamment avec le salon du livre qui lui était consacré. Un certain nombre de livres portant sur ce thème sont parus parmi lesquels « La Francophonie » présenté ici.
Nous attendions avec impatience et beaucoup d’envie un nouvel ouvrage de François Vallejo* après Ouest paru il y a deux ans (voir chronique de ce livre ici) et on peut dire que nous sommes pas déçus.
Notre auteur a choisi de faire dérouler son intrigue à Lisbonne en 1988 pendant l’incendie du Chiado. Un matin tout Lisbonne s’est réveillée sous une épaisse fumée donnant l’étrange impression de revivre un événement tragique, celui du le 1er novembre 1755 quand un terrible tremblement de terre a dévasté toute la ville
Questo testo riporta le relazioni di un omonimo convegno sullo stragismo organizzato dal Cedost (Centro di documentazione storico-politica sullo stragismo). In esse gli studiosi partono da premesse e campi di studio assai differenti [1] per fornire un approccio interdisciplinare ad una materia ritenuta comunemente riservata a storici e magistrati.
Julien Gracq a traversé le XXè siècle quasiment de bout en bout (1910-2008). Il en est devenu un des auteurs majeurs avec une œuvre ouverte et diverse sans être éclectique ou dispersée. Cette œuvre est initiée en 1938 avec Le château d’Argol et s’étend sur plus de 50 ans, sur 19 ouvrages et sur une dizaine de genres littéraires (roman, récit, poèsie, essais, théâtre, critique, pamphlet, nouvelles, récit de voyage, entretien). A l’image de son œuvre...
Come l’autore precisa nell’introduzione, questo libro non è una ricostruzione del conflitto arabo-israeliano, ma neanche una autobiografia, dal valore soggettivo e incline alla memorialistica. È il percorso politico di Warschawski, figura fra le più conosciute della sinistra radicale israeliana. Un percorso condotto vicino a quella che diventa nel testo il tema centrale, così forte non da soverchiare gli altri temi, ma da condizionarli tutti: la frontiera...
En 2006, Kjell Westö a obtenu le prestigieux prix « Finlandia », l’un des plus couru du pays nordique, pour son roman Les sept livres de Helsingfors. Sur la quatrième de couverture on apprend non seulement que l’auteur est né en 1961, mais aussi qu’il s’exprime en suédois, deuxième langue officielle du pays. Les questions de langue -personnages s’exprimant soit en finnois, soit en suédois- sont une des composantes de ce livre. Sur cette quatrième page on apprend aussi que le Helsingfors du titre n’est autres que l’ancien nom de l’actuelle capitale de la Finlande : Helsinki.
Faisons une entorse à l’état d’esprit de notre revue fortement inspirée par la culture européenne en présentant pour une fois un auteur américain. John Edgar Wideman est né à Washington en 1941, il a passé sa jeunesse à Homewood, le quartier noir de Pittsburgh. Après avoir étudié à l’Université de Pennsylvanie il est allé également à Oxford avant de se consacrer à l’écriture.